"Anna sta mentendo" di Federico Baccomo
Titolo: Anna sta mentendo
Autore: Federico Baccomo
Numero Pagine:283
Prezzo: euro 17,00
Editore: Giunti
Anno di pubblicazione:2017
“Anna sta mentendo” è il nuovo
libro di Federico Baccomo scrittore e sceneggiatore che vanta tra i suoi romanzi: Studio Illegale nel 2009 e La gente che sta bene nel 2011 dai quali
sono stati tratti gli omonimi film. L’ultimo lavoro di Baccomo è Anna sta mentendo, pubblicato ad aprile
ed edito da Giunti.
Baccomo racconta la storia di
Riccardo, un ragazzo sulla trentina che lavora in un laboratorio di
neuroscienze e da qualche mese ha una relazione con Anna, una sua
collega. Una sera come tante trova sullo schermo del suo cellulare, la pubblicità di un’applicazione che promette di rendere più vera la sua esperienza di conversazione. Quasi seccato da quella continua pubblicità che
gli appare nonostante la ignori, decide di scaricare l’app dal nome così
insolito: WhatsTrue. Da quel momento le conversazioni di Riccardo prendono
un’altra piega e da ogni bugia del suo interlocutore, appare la scritta Sta mentendo. Ci avrebbe preso più gusto
a smascherare le bugie dei suoi amici se quella didascalia non fosse apparsa ai
messaggi di Anna.
“Ammettiamo che fosse davvero così, solo una buffonata tecnologica, come
mai allora quella didascalia -sta mentendo…- era apparsa solo
quando le frasi di Anna si prestavano ad essere smentite, mentre quell’inutile
conto alla rovescia era stato preceduto dal solito sta scrivendo…?
Dopo questa amara scoperta, Riccardo inizierà a rimuginare sugli eventi che gli capitano domandandosi quanto la gente sia realmente sincera e leale, ma soprattutto quanto possa fidarsi della sua Anna.
Con abile maestria, lo scrittore
mette sul foglio scene di vita quotidiana che strizzano l’occhio al verosimile.
Usa un linguaggio molto semplice che spinge il lettore a finire ogni capitolo.
La narrazione è in terza persona e i suoi dialoghi sono costruiti in modo tale
che non puoi fare a meno di immaginare la scena o, addirittura, interpretarla.
Baccomo scrive di una
quotidianità nella quale tutti siamo bravi ad ovattare la realtà e a
nasconderci dietro uno schermo. Il cellulare, il tablet, il pc sono strumenti
che mascherano i nostri veri stati d’animo e il nostro vero essere; attutiscono
il peso delle verità più laceranti e si prodigano a riportare le nostre
risposte. Tutti abbiamo mentito rispondendo ad un messaggio, chi non lo ha
fatto?
Bugie innocenti per tutelare un’amicizia, una relazione o un semplice rapporto lavorativo; bugie che spesso sono anche accompagnate da simpatici emoticons che nascondono ancor di più ciò che realmente si prova. Questa è la quotidianità del virtuale, è la
bolla di sapone che non verrà mai scoppiata
perché tende a proteggere un mondo mosso dalle circostanze. Federico Baccomo, però,
va oltre la realtà e ci porta ad immaginare un’applicazione capace di
smascherare i più reconditi pensieri e di buttare giù ogni verità nascosta.Bugie innocenti per tutelare un’amicizia, una relazione o un semplice rapporto lavorativo; bugie che spesso sono anche accompagnate da simpatici emoticons che nascondono ancor di più ciò che realmente si prova. Questa è la quotidianità del virtuale, è la
E se avessimo il potere di
scoprire quando le persone ci ingannano? Eppure la capacità che WhatsTrue dà a
Riccardo è un senso di incredibile forza mista a quel pizzico di scetticismo di
una mente razionale. Dietro uno schermo ognuno si sente padrone del proprio
volere e artefice dei propri inganni. Queste relazioni interconesse nascondono
incredibili storie campate in aria e forse, scenette immaginate, raccontate, ma
mai vissute. La bugia è uno degli elementi del genere umano utilizzato sin dalla notte dei tempi.
Mentiamo agli amici, alla famiglia, ai nostri partner, ai figli, ai vicini di casa
e addirittura a noi stessi, tutto per non scalfire la nostra immagine. Come l’autore scrive, gli
insospettabili impostori del quotidiano indossano una maschera e fingono
ciò che non sono.
Lo psicologo Paul Ekman noto per
aver scoperto le microespressioni facciali che possono dare un contributo nel
rivelare se una persona mente o meno, ci ha mostrato come l’occhio umano possa
scoprire la menzogna avvalendosi di un’attenta osservazione e Federico Baccomo
dona questa facoltà ad un’applicazione che, nel linguaggio odierno, è diventata
uno dei principali strumenti di comunicazione.
Riccardo sa che l’arte del
mentire è una facoltà di cui tutti si avvalgono e trova in WhatsTrue un alleato
che riesce a fargli vedere le circostanze senza filtri:
“…una vera e propria macchina
della verità che svelava la realtà dei fatti che dietro a quelle bugie si
nascondeva.”
È davvero più semplice vivere ai
tempi dei social network e delle applicazioni?? Sono un ottimo strumento per
accorciare ogni distanza e per ottimizzare qualsiasi condizione, ma quando
l’app prende il posto dei rapporti umani, allora ci dovremmo preoccupare.
Passiamo le giornate a conversare con chi, dall’altro lato dell’apparecchio, tende
a mascherare il suo volto o il suo gesticolare.
Con uno strumento come WhatsTrue,
chi di noi potrebbe restare tranquillo perché non ha nessuno scheletro
nell’armadio? In una società nella quale tutti hanno detto una bugia, con
questa ipotetica app, nessuno uscirebbe indenne dalla virtuale macchina della verità.
Forse le frasi non inviate, le
verità celate e le ingannevoli menzogne, hanno salvato tanti di noi e ci hanno
permesso di continuare a relazionarci con le persone in maniera più semplice. Lo
scrittore, con estrema abilità, ci sbatte in faccia la realtà dei bugiardi e ci
conduce ad un bivio: è meglio una bella e rassicurante bugia o una crudele e
dolorosa verità?




Commenti
Posta un commento